Il messaggio della
        Famiglia Camilliana
                                                        di Csíkszereda


Anno XXI, Nr. 226 – ottobre  2017 – Anno di San Ladislao (1046-1095) - Anno di Arany János (poeta)


Quintessenza del nome di Maria e della Patrona d’Ungheria – venticinque anni

            Nel settembre del 1992 prima della festa del nome di Maria ho ricevuto un messaggio di urgenza da Budapest, Herpy Maria (quest’anno ha compiuto i suoi 80 anni), tutore dei restauri della Chiesa in Roccia, Patrona d’Ungheria. Non lasciando spazio a nessuna domanda, mi ha chiesto di fare i bagagli e partire subito a lei per un ritiro privato. Non mi è rimasta neanche una sosta, il tempo mi costringeva tanto. Tale notizia era quale cometa, si esplose nei miei giorni quotidiani con una forza e luce enorme, mi ha afferrato fino in fondo, volando con esso all’infinito. Sentivo che s’inizierà una cosa molto importante nella mia vita. Ci siamo partiti con mia figlia adottiva Eva Maria Nagy, a chi, in quel tempo avevo già fatto luogo nella mia vita, perciò ovunque l’avevo preso con me.
            Il ritiro era organizzato al domicilio di Maria, con poche partecipanti. Il suo relatore era il benemerito Luigi di Maria (Bro Zio) gesuita, chi ha tradotto in ungherese il diario di due volumi di Gabriella Bossis. Il ritiro si è cominciato proprio il giorno di 12 settembre, festa del nome di Maria. Tutte e tre di noi portiamo questo nome, due avendo come onomastico, mia Eva, chi è nata in Vigilia di Natale, festeggia il nome di Eva, ma la sua strada di vita va camminando da Eva a Maria.
            Il nostro arrivo, essendo invitata solo io, ha suscitato un po’ di angoscia. Maria mi domandò: “Cosa faremo qui con questa ragazzina?” Per un instante mi trovò in guai, perché a me è del tutto normale di portarla dappertutto con me, ora invece ero incastrata. La pregò in silenzio: “Non avremo problemi con lei…” Non c’era (oggi è capo infermiera nell’ospedale…). Avevamo la più bella festa di Maria.
            Nel 1992 finivo il secondo anno presso la teologia civile, e durante l’estate ho tenuto un ritiro per i giovani nella chiesa Patrona d’Ungheria di Csíkcsomortán, sulla Santa Trinità. Sentivo che sono al mio agio nei confronti del tema a livello dogmatico, ma ora avrò l’opportunità a far valorizzare il mio lavoro, perciò ho portato con me gli appunti del ritiro, nella speranza che il Padre abbia tempo per dare un’occhiata… Tanto desideravo che uno, più saggio, più competente di me potrebbe dire il suo parere in un tema teologicamente così delicata. Delicata perché incomprensibile, inspiegabile…
            Con la presentazione in pratica della Santa Trinità continuava la mia vita successiva. Chiesi soltanto un po’ di tempo in un intervallo della serata, che è diventata una conversazione intera. Mentre il ritiro del 1981 in Ungheria con don Kemenes Gábor e i parroco locala di Nagybörzsöny era l’apertura, quest’ultimo invece partenza, profonda respirazione nell’abbraccio della Trinità e Santa Vergine, Maria. Infatti, al ritiro dei giovani era la bellissima immagine del cuore di Gesù a dare l’ispirazione dell’unità, però, quando ho dovuto tagliare l’immagine in quattro, mi sono stupita: gl’intersezioni s’incontravano proprio al cuore di Gesù, che l’avrei dovuto tagliare in quattro. Non ero in grado a farlo, perciò ho cercato altri, con scrittura al fondo, adatti per essere tagliati in quattro triangoli, Padre, Figlio, Spirito Santo e la portatrice della Santa Trinità, Maria, la Santa Vergine che sta alla base. Ciascuno dei partecipanti apparteneva a un gruppo di questi quattro, che si formava secondo i pezzi a completare l’immagine intera. La domanda importante del ritiro era: Qual è il mio rapporto con la persona divina o con la Santa Vergine, Maria a me distribuito, che rappresento nel piccolo gruppo?” Sono emersi alcuni intuizioni stupefacenti.
            Certamente, anche le partecipanti del ritiro Mariano erano commossi da tale formazione di gioco. Questa presentazione ha portato come risultato il mio invito al movimento camilliano da parte di mia Mamma-Eva, donna Simon (partecipante al ritiro Marianno), che si è compiuto nei miei studi a Roma, lo stesso da Lei promosso. Il processo poi si è culminato nella pastorale ospedaliera iniziata negli ospedali della mia città di Transilvania, Csíkszereda. Penso anch’oggi con meraviglia a questi venticinque anni, quanto entusiasmo, forza, volontà di fare era in noi a quel tempo…
            La dignità della festa del nome di Maria ha ricevuto ancora più accento con le feste dei santuari della Patrona d’Ungheria (l’8 di ottobre),  che mi hanno offerto accoglienza per i tempi futuri: la Chiesa in Roccia di Budapest, la cappella sotterranea degli ungheresi nella basilica San Pietro di Roma, del mio villaggio Csíkcsomortán, e la cattedrale di Nyíregyháza (dove si trova il monastero dei camilliani).
            Rendo grazie a Dio Onnipotente e a tutti quanti, che in qualche modo erano interpreti di questi venticinque anni, per questi ritiri, per il nome di Maria e per tali “dimori”, dove poteva realizzarsi la missione ricevuta  nel 1990 dal Signore Gesù: “Lo Spirito del Signore è sopra di me,,,” (Lc 4,18). 

Incontri straordinari

            Il 7 ottobre ho viaggiato a Budapest per una giornata di studio in relazione dei funghi benefici. Come non sono riuscita risolvere il viaggio in un giorno, ero costretta di riservare alloggio in vicino. Ho deciso di camminare molto, mi sembra che pian piano vado a dimenticare questa mia capitale bellissima. Sono riuscita mantenere tale concezione, tutto il percorso l’ho fatto a piedi sul territorio della capitale. Dalla stazione ferrovia Keleti ho camminato fino la Ferencváros. Era bel tempo col sole e caldo di autunno, avendo tempo in abbondanza, arrivata con un giorno prima, gioivo del cammino straordinario.
            Andando verso giù nel Józsefváros ho visto una chiesa bellina, nel suo stile simile a quella di Mátyás. Siccome non sono stata mai qui, ero curiosa a essa, e valutando il tempo, costatando che sono in buon punto, ho deciso di visitare la dimora di Dio. Già dal pensiero prendeva fuoco l’anima mia, sentivo che qui mi aspettano, vengo a casa. Quando mi sono avvicinata all’iscrizione della chiesa mi ha penetrato un immensa felicità: Tempio dell’eterna adorazione … Finalmente, l’ha trovata… Quando invece sono entrata, mi aspettava il Santissimo nel quale vive il Signore Gesù. Mettendomi a due ginocchi L’ho salutato, poi abbiamo discusso i temi più importanti. Si è chiarificato quanto era opportuno ogni mio pensiero con il quale mi occupavo prima dell’entrata nella chiesa… Sono andata via con cuore grato.
            Alla fine della nostra giornata di studio, andavo di nuovo a camminare nei dintorni. Di fronte all’ospedale Szent István, stava un gruppo di uomini e donne con materiali illustrativi esposti. Un uomo venne a me, volendo prestarmi un manifesto. Ero perplesso ad accettarlo, avendo esperienze negative da parte degli altri. Alla fine gli ho chiesto, a chi appartengono, se Téglásy Imre (il gran protettor di vita) è dentro? Egli mi rispose umilmente: Sono io. Allora, gli dissi, per cortesia tolga giù il cappuccino e mi guardi meglio chi sa, se mi riconosce e subito l’o stretto la mano con lui, presentandomi. Tutti e due siamo messi a sorridere abbracciandoci a vicenda. Si tratta di una vecchia amicizia, anni fa, quando l’hanno portato la Madonna Nera dall’Oceano all’Oceano, ero il loro custode nella nostra città.  
            La festa della Patrona d’Ungheria l’ha tenuta nella Chiesa in Roccia. Andavo a piedi al margine del Danubio bellissimo. Sono stati nove anni da quando non sono stata in questa chiesa, da quando improvvisamente l’hanno sostituito la cara Herpy Mária. Era lei il pilastro dei restauri. Ho seguito la sua vita dagli inizi fino a 2008. Tutto mi ricorda al lavoro della sua mano. Anche se non conoscevo nessuno, sentivo la sua presenza. Ero felice vedere sulla finestra della sacrestia la tenda comprata da me anni fa…

Nostra Lizike, madre di Emil sul quale abbiamo scritto tantissime volte durante gli anni passati per i meriti sportivi, ha compiuto cinquant’anni il giorno di San Francesco. La penso con gratitudine, quale membro perseverante della FCL dal 1994, è madre, moglie, amica, visitatrice esemplare dei malati e persona di lettere. Il Buon Dio la benedica per ogni sua bontà e la custodisca anche in seguito nell’amore.


Con affetto, Bakó Mária Hajnalka, RO – 530 194 Csíkszereda, Hunyadi János, 45/A/27, Tel: 0040 366 10 22 55 / 0040 721 088 154 / e-mail: mariabako@hr.astral.roArchivio: www.camillo.romkat.ro (it), http://www.kamill.romkat.ro/ (mag)


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